Ambiente rurale e “borghesie” manifatturiere dell’Ottocento: i Cianni di Pievebovigliana

 La storia dei Cianni di Pievebovigliana, famiglia “borghese” dell’Ottocento residente in un piccolo centro rurale dell’acclivato entroterra marchigiano, è qui letta nel tentativo di definire le caratteristiche di un ceto sociale, quello dei possidenti e notabili, la cui lenta trasformazione ed ascesa all’interno delle dinamiche economiche e dell’apparente immobilismo dell’ancien règime, copre l’intero arco cronologico del secolo, dal periodo giacobino e napoleonico fino alla prima guerra mondiale. Lo studio di un singolo caso su area circoscritta a carattere subregionale può consentire, infatti, una maggiore specificazione dei modelli concettuali riferiti al ceto sociale in oggetto. In secondo luogo la vicenda della famiglia Cianni è letta nel tentativo di individuare, attraverso le vicende dei suoi componenti, le caratteristiche economiche della comunità e dell’area subappenninica all’interno della quale essa è collocata, dove le strategie imprenditoriali degli stessi trovano concreta attuazione. Il quadro è quello tipico delle realtà rurali tradizionali, che domina la provincia dello Stato Pontificio nel corso dell’età moderna. In un modello economico fortemente condizionato da una agricoltura povera e da una struttura produttiva arretrata, dove la compagine sociale è composta esclusivamente da piccoli proprietari relegati ai limiti della sussistenza, da mezzadri chiusi all’interno di un rigido patto colonico, da braccianti costretti ad emigrare durante la stagione invernale nelle campagne romane e da artigiani semianalfabeti, i pochi notabili di paese, come i Cianni, rappresentano il punto di riferimento dell’intero territorio. E’ a questo contesto, del resto, che si richiamo le attività economiche della famiglia: un mulino e una gualchiera-tintoria. Manifatture intimamente legate alla realtà proto-industriale dell’area, di cui è espressione la tessitura domestica. Si delinea così un modello analizzato in tutti si suoi aspetti, da quelli economici e sociali a quelli demografici, che disegna per l’area pedemontana delle Marche una realtà che, nel corso dell’Ottocento, mantiene una forte caratterizzazione e una significativa vitalità. Si tratta però di un modello destinato ad entrare in crisi con la fine del secolo, quando vengono meno i presupposti per la sua sopravvivenza: è il definitivo declino dell’entroterra marchigiano, relegato in una posizione marginale nell’ambito dell’economia regionale.

Autore :
Augusto Ciuffetti
Altre informazioni :
No
Tipo pubblicazione :
Libro
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